Bosnia: Dodik e la sue unità paramilitari

Posano con mitra alla mano, mascherati ed in posizione bellicosa. Hanno la bandiera serba alle loro spalle e rimandando ad un passato recente che la Bosnia non ha mai totalmente superato. Si fanno chiamare “Srbska Cast”.

In passato si possono riconoscere membri con magliette con il loro logo occuparsi di proteggere la vedova di Arkan, la celebre cantante Ceca.

Si definiscono “umanisti” ed un anno fa, il 12 gennaio 2017, hanno pubblicato una fotografia che li ritrae seduti al Parlamento della RS, in prima fila Bojan Stojkovic, originario di Nis (Serbia) e Igor Bilbija, di Prijedor, Bosnia, conosciuti alle forze dell’ordine da cui sono stati arrestati più volte per sfruttamento della prostituzione e crimine organizzato.

Sono le unità paramilitari volute dal Presidente dell’entità serba di Bosnia, Milorad Dodik che hanno sfilato il 9 gennaio alla festa nazionale della RS, ricorrenza che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegale sulla base della discriminazione contro la popolazione non serba dell’entità (il 9 gennaio è anche festa ortodossa, il giorno di Santo Stefano, patrono della RS).  Si sono anche occupati della sicurezza del Presidente, come se fossero una sua guardia ufficiale.

Hanno stretti legami con la Russia, con cui interagiscono di frequente avendo anche ricevuto un’onorificenza dal generale russo Valerij Vječesljavević Kaljakin, come scrivono i media nazionali bosniaci.

Numerose sono le visite al Centro Umanitario russo a Nis, spesso tacciato di influenza indiretta sul governo della Serbia.

Nell’incontro da cui è scaturita la foto al parlamento RS, Srbska Cast ha incontrato l’unita composta da veterani della guerra 1992-1995, Veterani RS Power per valutare l’ipotesi di creare un corpo unico, che si occupi di assicurare la sicurezza del governo e di respingere tutte le minaccie dell’opposizione allo svolgersi dei compiti deputati alla guida del paese e di conseguenza alle azioni del Presidente Dodik.

L’accaduto inquieta profondamenta il governo centrale di Sarajevo, che ha accusato Srbska Cast di fomentare le idee nazionaliste e separatiste che da sempre fanno parte della retorica politica della RS.

Non si tratta dell’esistenza del gruppo o della sua attività, quanto del suo riconoscimento ufficiale da parte delle autorità RS che sempre di più hanno cominicato a comportarsi come se fossero rappresentanti di un governo nazionale e sovrano e non come una entità a cui è stata concessa l’autonomia in un contesto di federalismo statale, quindi responsabile di fronte alle autorità della capitale bosniaca.

L’impassibilità di Banja Luka di fronte alle preoccupazioni dei non-serbi ha acuito ulteriormente la distanza tra RS e resto del paese, comunque quasi incolmabile alla data odierna.

Fonte: http://www.zurnal.info/novost/20914/milorad-dodik-formira-paravojne-jedinice-u-republici-srpskoj

 

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